






..."della stessa materia dei sogni"...
Il post di oggi è relativo all'iniziativa a cui ho partecipato, "Fashion for Juliet". E' in caldo da quest'estate, ma dato che oggi sarebbe stato il giorno in cui sarei dovuta andare a Verona, lo posto solo adesso.
Non sto a spiegavi l'iniziativa, molti di voi l'avranno già sentita. E poi odio le spiegazioni lunghe e noiose. Lascio tutto alla vostra immaginazione.
Ebbene, questa è la Giulietta:

Monto nel mio bolide, passo a prendere la mia fotografa ufficiale e via in cerca della mia “casa”. Esatto: A.A.A Giulietta cerca casa. Non ne me voglia William se io, Giulietta, ho optato per un tranquilissimo paesello in provincia di Siena, che per arrivarci, mi sono dovuta “sorbire” delle indimenticabili distese di girasoli, appezzamenti di viti e ulivi e Api Cross che vagavano lemmi lemmi per le stradine baciate da un sole splendente.
San Gusmè, abitanti 250 forse, due vecchietti per la via che guardano me, Giulietta, vestita con un camicione delle nonna bianco e un paio di zeppe 15 cm, e un gruppetto di bambini che fa le sgommeate con i Phanton gialli fluorescenti.
Di balconi ce ne sono tanti, e pure belli e ornati di fiori colorati...se questa non è la mia Verona, dov’è?
A San Gusmè c’è anche un ometto che fà la pipì, si chiama Luca Cava, ed è proprio lui ad accogliere me e la mia fotografa .


Luca ha qualche annetto: nel 1888 un contadino del posto, tale Giovanni Bonechi, per invogliare i passanti a fare i loro bisogni nel suo pezzetto di terreno, così da rendere più pulito il resto del paese, vi pose una statua in pietra da lui scolpita, il Signor Cava, appunto. Fu mandato via dopo un pò, perchè consderato “troppo sfacciato” , fino a che tal Silvio Gigli lo richiamò dall’esilio forzato: un certo Maestro Marcello Neri delle Ceramiche Santa Caterina di Siena costruì una statua di Luca Cava in terracotta su disegno del vignettista Emilio Giannelli. Accanto all’omino che fà i bisogni c’è anche una piastrella, leggete cosa c’è scritto!
Dopo aver ricevuto l’accoglienza del padrone di casa, è il momento dello shooting. Cavolo, ma qui c’è un sole pazzesco”! Se Giulietta si inforcasse un paio di Ray Ban su gentile concessione della sua fotografa e desse il via alla tragedia? Se li è inforcati.
Ammetto di essere arrivata al balcone con le espadrillas rosa, ma non volevo turbare i vecchietti facendo credere loro che Giulietta potesse indossare degli zatteroni marroni con frange, gli occhiali da sole mi sembravano già troppo moderni.
E ammetto anche di essermi cambiata in macchina, una Ford Ka del 2000, ma questo passa il convento.
Come vedete, i sangusmeni avevano già previsto il mio arrivo, e mi hanno fatto trovare davanti ad una chiesa un cuore di riso con le iniziali mie e del mio Romeo...
Sì, penso proprio che questo sarà il luogo perfetto per me e il mio futuro sposo!
Chissà dove sarà adesso il mio Romeo, ah già, l’ho lasciato ad Arezzo al barrino con il Rapido e il Menca a giocare a carte...è vacanza anche per lui, no?
Adesso mi rimetto i miei pantaloncini e la mia canotte a coste, San Gusmè è davvero troppo calda, monto nel mio bolide e aria condizionata a manetta!