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Ma Chi Sono Io?
Posted by Lucia Del Pasqua - - 8 comments

 Lui può fare uscire le galline dalle uova sode, i conigli dalle coppole (dai cilindri sarebbe troppo facile) e forse può camminare anche sulle acque. Karl Lagerfield è l'uomo che una ne pensa e millenvecentonovanta ne fa. E il suo profilo, il suo codino bianco, i suoi occhiali neri, alla fine ci piacciono tanto, talmente tanto che tutto ciò è stampato in polvere, plastica, vetro magar soffiato, gomma ovunque, su trucchi, micatrucchi, vestiti e profumi...

Magari esiste già una pastasciutta a forma della sua testolina, così potremmo pure dire di aver mangiato la pasta alla Karl (occhio a non trovarci dentro una borchia o della pelle fetish). Quella almeno è accessibile a tutti.
Un attimo però. Anche il dio Carletto con la K è sceso tra noi umani.
Sapevate tutte, penso, del suo lancio della sua collezione a proprio nome su NET-A-PORTER, puntando quindi tutto sull'e-commerce. Niente fari, faretti, mensole e mensoline dei negozi in strutture e mattoni (sarebbe l'equivalente di carne ed ossa), se non virtuali quindi.
Fino a quando una settimana fa tra le novecnetosettantanove mail ne vedo una il cui oggetto era: "a first look at Karl Lagerfield in Italy".
Quindi sì, ve lo dico, il prossimo FW 2013 di Re Carlo sarà anche in Italia, in quali negozi non è ancora dato sapere, ma spero di darvi delle news al più presto, o comunque ci farà sapere chi di dovere.
Nel frattempo sono andata a fare un po' di scatti sia a KARL, la linea più giovane e più easy (a mio avviso la più carina) e KARL LAGERFIELD.

A parte che quando ho visto quei colletti fluttuare nel vuoto mi sono venuti in mente quei Topolini che vedevo a Rimini, mossi dall'omino, ma che per qualsiasi bambino era frutto di una magia. Quindi voglio credere che quei colletti stavano lì per magia (Johnny, è quasi magia).
Per quant riguarda KARL, ho apprezzato i giubbini e i cappottini metallizzati. Li avevo simili quando ero più giovane, e per me quindi sono magici anche quelli.
Molto witty, passatemi il termine,  l'idea di stampare la propria faccia mimetica che si confonde su giubbini, felpe, pantaloni leggeri e compagnia bella. Trova il Karl.
Molto rock i colletti, le cerniere, le zip, il metallo delle borchie sulle scarpe.

Molto fetish la vernice sempre nelle scarpe e nei trench.
Insomma, molto.



KARL LAGERFIELD è meno Lucy, nel senso che è più serio. Si tratta di mix di materiali, di vestiti intrecciati, di camicie leggere e ricche di geometrie di tessuti. Più elegante forse e per più "grandi", anche se oddio, tra qualche anno ho pure trent'anni. 


Bellini, voi che dite?






























8 Comments.

  1. Domenico says:

    God bless Karl, Amburgo (la sua città natale)e la dieta o liposuzione che gli ha fatto perdere millemila chili! Quando lo guardo mi sento ispiratoH (con l'acca aspirata). E' un peccato che non faccia sfilare più le sue collezioni a Paris! A parte quello stile da rocchettara-cazzo-me-la-tiro, che a mio avviso è such a phenomena(ossia fantastico), anche la scelta delle canzoni per le sfilate merita un applauso e uno chapeau d'honneur. I don't care about it's a female business, gli accessori saranno miei. Oh sì!

    K&Hs

    Domenico.

  2. alice says:

    karl rules!!!!
    bellissimo post.
    brava, come sempre!!

  3. labibu says:

    questa collezione è molto karl e poco me, tranne gli accessori!

    carino qui, ti seguo!

    ps. meno male che hai messo la freccina, o non lo avrei trovato!!!

  4. MI piace tutto così chic rock cavolo.... ahhh mmi vengono i nervi!!!


    www.glamourcoma.blogspot.com

  5. Mmmm molto mi è piaciuto il giubbino in pelle...ti ci vedo un sacco, ma ti immagini i prezzi?

  6. grrr che meraviglia tuttoooo :DD

  7. fabulous!!

    xx

    www.sickbytrend.com

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