Quei rincoglioniti con il cardigan bordeaux che stanno otto ore con il sedere incollato su un numero di autobus e che se chiedi loro dove si ferma un altro numero di bus rispondono "non lo so" dovrebbero pagare una penale solo per innescamento di nervo immediato su terze persone. Arrestateli...
Stai allo stesso palo, nella stessa piazza e con la stessa mise bordeaux e blu da anni e carichi su ogniunque, e NON sai dove sta una tua/o collega compagno di piazza (Castello)? No, dai. Comunque la terminologia potrebbe indurre a strani doppi-sensi (e che doppi sensi siano).
Meno male che dopo poco è apparso lui, il pullman marrone con il capo degli autisti, Walter. "Tappati le orecchie che io l'inglese mica lo so, e ora purtoppo per te mi tocca dire due robe in inglese". Walter I love you, te lo dico.
Come già vi dissi (adoro il passato remoto) prima o poi sarebbe arrivato il momento del lancio ufficiale di ChicBuzz® Magazine, ovvero della rivista virtuale dei Villaggi del circuito Chic Outlet Shopping®, uno dei quali in Italia è Fidenza Village. E vi dissi anche che io avrei dovuto partecipare all'evento in maniera...interattiva. Oggi accadde il tutto.
Per lanciare la rivista virtuale, che come vi ho detto parla di fashion, food e travel, è stata una scelta una modalità insolita e sicuramente diciamo al passo con i tempi.
A me e ad altre blogger europee sono state fatte via Twitter delle domande dall'account @TheChicBuzz, a cui tutte abbiamo risposto real time, sui nostri blog, sulle nostre icone o sulle tendenze che più ci piacciono.
Chiarisco subito e ribadisco ciò che ho scritto oggi twittando (quel che mi ricordo, scusate, ma sto anche facendo una cura per la memoria):
1) La mia vera icona è mia nonna Tina, un metro e cinquanta per chilometri di stoffa di stile. Niente Alexa Chung, Cip e Ciop, Cheryl Cole, Cher, o qualsiasi staro squinzia in cui nome inizi con la C insomma.
2) I miei trend per l'estate sono i tailleur, i cappellini tipo Ascot, le tute di seta e poi qualcosa di maschile, tipo papillon o cravattini.
3) Nel mio primo post comparivo io di schiena per motivi che ancora ho da capire, ma prima o poi li capirò.
4) Non esiste una capitale della moda, anche le nonne di paese che si cotonano i capelli con la lacca la domenica sono alla moda, a modo loro.
5) Niente capi evergreen o passpartout, un giorno va mela, l'altro va pera, per non parlare se ti capita il giorno della banana. Il mio "marchio di fabbrica", l'unico, sono i tacchi +12.
Via, una scelta di start di un magazine sicuramente divertente e innovativa, diciamoci la verità.
Oh, poi non dimentichiamoci che ero sempre al Fidenza Village, e quindi non è che sia stata lì a pettinar le bambole.
Indecisa a tal punto di fare testa o croce, o quello che c'è rimasto nelle facce dell'euro tra un tailleur Marni a fiori e una borsa di Michael Kors marrone, ho fatto quello che avrebbe fatto mia madre: "prendi la cosa che sfrutti (sfruttare è una delle parole chiavi di tutte le mamme del mondo) di più".
E borsa, splendida, fu.
A parte di rischiare di essere arrestata da Mister Sorveglianza, che incerto alla mia risposta "e come lo faccio il post" dopo la sua domanda "good morning, ma lei è autorizzata a fare foto?", oggi mi è sembrato di essere in una day spa. Sole, cibo, passeggio rilassato ai livelli dello struscio fancazzista, giro lento talmente lento da fare innervosire in teoria anche me stessa, fare foto bulimiche intrippandosi con il riflesso di una vetrina sull'altra, chiacchiere e compagnia con Sara Gamba-Lunga e gli altri fab man del Fidenza Village. No, dico, altro che faccia godere di più, a parte un gelato al cioccolato Venchi con la panna montata di Grom? Sì. Twittare, per una social network addicted come me, e conoscere per caso due compagni di viaggio spettacolari.
Sì, oggi è stata la felicità.














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