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Ma Chi Sono Io?
Posted by Lucia Del Pasqua - - 5 comments

La camera bianca con il tappeto peloso bianco dove mi piaceva rotolare e fare le capriole dilaniandomi la schiena con il gatto che guardava probabilmente scioccato dall'alto della sua sedia bianca, l’armadio fatto a finestre fake bianche, e le pareti color bianco. Vicino al cassettone bianco c’era lei, bianca ma anche bordeaux, anzi bianco sporco perché doveva dare l’idea di sudore, di pezzata sotto le ascelle, di strisciata scura di "duro lavoro" sulla schiena e sul davanti, quindi bianco sporco...
Non mi ricordo la marca della cyclette di famiglia, ma sicuramente aveva un nome italiano vintage, tipo Vagheggi o Olivetti, ma non era nessuno dei due.
Mi ricordo ancora la decisione presa a tavolino (bianco quello di cucina) in cui la mamma espresse il desiderio, anzi, l’ordine, di comprare una cyclette per il babbo, così che la potesse usare davanti alla TV o nei momenti di pausa. Già all'epoca controllava i movimenti rapidi, quasi da scippatore enogastronomico, del marito, di modo che calcolasse grassi e calorie, carboidrati e proteine ingerite (da lui).
Erano gli anni Ottanta e per la generazione dei babbi toscani era l’era delle tute con l’elastico in fondo, grigie tipo slavate, magari con le maniche di un altro colore, preferibilmente blu, e della palestra intesa come una bici impiantata sul pavimento a mattonelle di casa.
Era un modo per fare un po’ di movimento vista la vita casa-lavoro-tavola-letto-uscite con gli amici. E lo sport?
Anche allora, come ora, nelle cyclette c’erano le velocità, solo che prima c'era una manovella, dovevi girare, adesso devi premere due tasti e festa finita. E io allora non arrivavo mai ai pedali, dovevo sempre pedalare stando in piedi, ora ci arrivo.

Pensare che prima 1) a "sbiciclettare" facevi fatica 2) ti rompevi le scatole perché se nella TV grigia o arancione non c’era niente eri fottuto 3) ti sfondavi attributi sia maschili che femminili dato che i seggiolini erano arnesi realizzati per distruggere le parti intime secondo me. La gioia dei ginecologi o degli androloghi.

E invece adesso… quando Technogym mi ha invitata a vedere le sue novità, sono sincera, sono stata felice, perché chi mi conosce sa quanto sia fissata con lo sport (soprattutto con la piscina). Bannate le battute grazie. Solo che appena ho visto il primo attrezzo presentato, Recline Personal, ho pensato che forse non ero da Technogym ma da Divani & Divani. Nel senso wow, quella è una cyclette con tanto di schienale dove il mio culetto può adagiarsi su fior fior di morbida pelle. In più disegnata da Antonio Citterio (sorry) e con un touch screen dotato di applicazioni visive che permettono, a chi desidera lavorare, di collegarsi direttamente alla propria e-mail, o a chi vuole rilassarsi e divertirsi online di accedere ai propri siti o social network preferiti. Inoltre si può vedere la TV, accedere al proprio iPhone e naturalmente ad un vasta gamma di programmi di allenamento.

La domanda è: il fare sport è uno staccare la spina oppure è un plus ad un’attività lavorativa? No, perché io quando corro penso al lavoro, mi vengono buone idee, ma correndo non posso certo stare a smanettare. Stando seduta però potrei anche controllare le mail, e una sbirciatina magari non sarebbe così male, mi farebbe risparmiare tempo che starei tra l'altro impiegando bene allenandomi. Il capo ventiseienne di In a good Company correva sul tapis roulant nel proprio ufficio e basta. Sfigato.
Voglio dire, se tu avessi a casa un attrezzo del genere avrebbe senso fare qualsiasi altra cosa pedalando, se tu hai una Vagheggi, Olivetti o chicchessia avrebbe senso solo pedalare e faticare.

Il fatto che quel giorno avessi avuto il tacco dodici rosa cipria con calzino menta, anzi quattordici con plateau, non mi ha certo fermata all'idea di provare l’altra novita Technogym, Cross Personal, un tapis roulant interattivo che ti fa tutto: rassoda, tonifica, fa dimagrire e ti porta pure il caffè con le Macine del Mulino Bianco. Anche qui, come dice Paolo Ruffini in un video del Nido Del Cuculo, l’attrezzo ha tutto, Wappe, Trappe, Sappe, diciotto airbag, diciotto airbag e quattro budelli di tu mà.

La mie personali riflessioni: c’è differenza tra una cyclette vintage e una così, tipo quella Technogym. Che quest’ultima è più bella. E di sicuro tu parcheggi le chiappe su un attrezzo più bello più volentieri rispetto a qualcosa di brutto (e scomodo).
E’ come se il welnness si mettesse un cappottino di Chanel (design) con l’intimo de La Perla (ricchezza di software e tecnologie) per sembrare meno “faticoso” e noioso. E poi ci riesce.
Anche se a me ogni tanto piace anche andare a correre, sai mai in chi ti imbatti.

Per la cronaca, per il troppo bianco visto da bambina, adesso casa mia è un Circo di colori a caso.










5 Comments.

  1. mmm...si è carina ma sembra un arnese per anziani, il porta borraccia è scomodo, era meglio metterlo di fronte.

  2. Adoro come scrivi :)
    Buon weekend :) http://thefashiondiet2.blogspot.com/2012/05/my-wishlist-for-this-week.html

  3. Fantastico usare quella roba coi tacchi! Hai sempre uno stile invidiabile lasciatelo dire! =)

  4. Lizzy says:

    ahahahhaha...fantastica a provare gli attrezzi con i tacchi e il vestitno (stupendoooo)!!!

  5. Ciao, sono Giulia e lavoro nella divisione web di Technogym! Complimenti per l'articolo, traccia un excursus davvero interessante sulla cyclette made in Italy. Belle anche le immagini. Per chi fosse interessato ad approfondire le questioni Recline Persona e Cross Personal, eccovi un paio di video che potreste trovare interessanti: http://youtu.be/WZxw-D53X5w e http://youtu.be/NjHxPeYGpPU
    Se invece se siete a caccia di spunti sull'allenamento, ecco la sezione che fa al caso vostro: http://www.technogym.com/it/wellness/allenamento/10108

    Complimenti ancora per il post!!
    Giulia

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