Quando mi dirigo a fare shopping, cioè quando sono per la strada, mi rendo conto di essere sempre accigliata, con la mano destra che gioca con le punte gialle dei capelli (perché le punte sono mezze gialle, la radice è castana e in medias res è un po' un mix) e con il rischio serio di essere scambiata per una serial killer.
Ma perché quella cavolo di testolina frulla e rifrulla (no, ma ve lo ricordate il Frullo? Io ce l'avevo fucsia ed ero la capa), pensa ai pezzi che dovrà imbastire, cerca ispirazione per i nuovi video di Fashion Politan (sorpresa), si ingegna nel capire perché gli uomini si debbano mettere i mocassini bianchi con i fantasmini da donna o le T-shirt bianche strette che se sudano gli si vedono i capezzoli e che se sono obesi sembrano esperimenti di confezioni di caramelle Galatine lì lì per implodere.
Entro spedita come un Freccia Rossa da Mango, incontro una mia amica, che ovviamente io non vedo per prima e che sempre ovviamente mi chiede se va tutto bene "vista la mia faccia" (questo è un topos).
"Sì, no è che stavo pensando. Sono stata da Tonello e pensavo ad una giacca a quadretti".
"Chi è Nello?"
"Chi?"
"Hai detto Nello"
"Ah, sì, To(m) Nello". Un mio amico che fa le giacche parecchio belline".
Una discussione tra stordite, una sorda (l'altra) e una scema (io).
Un po' è colpa di Tonello però, perché quelli che mi conoscono sanno che quando vedo cose che mi piacciono mi alieno più del solito, la curva dell'attenzione cala a picco a mò di suicidio di piccione, e provo un sentimento che sfiora quasi l'esaltazione. Amo il mio lavoro.
Dopo aver sbagliato cinquecentottandue volte strada perché mi ostinavo ad andare allo stesso numero di via, ma non via privata, giunsi (ci starebbe bene un "orsù") nello show room dell'azienda di Treviso, dove, finalmente, i capi non sono stipati in gruccia, ma quasi ognuno nel suo manichino.
E' come stare nella metro. Voi preferireste sentire l'odore di ascella non lavata del vostro vicino o adagiare il vostro di dietro su una (abbastanza) comoda seduta, da dove, tra l'altro, vedi anche meglio gli outfit più o meno discutibili dei tuoi temporanei colleghi di tube?
Dico subito che basta. Cioè, non ci sarebbe niente da dire, solo da guardare. I tagli slim perfetti, la scelta dei materiali idem, e l'abbinamento dei colori vedi aggettivo prima.
Quello che mi piace vedere in un uomo è la trilogia, o per lo meno io la chiamo così, ovvero la giacca a due o tre bottoni (non amo particolarmente quell a uno, a meno che non si è magri) con sotto un maglione colorato, se è a trecce sballo, e sotto ancora una camicia in fantasia o comunque di un colore strong.
La giacca praticamente cappotto rimane per me un'icona indiscussa, a tinta unita, a quadretti, o a camouflage che sia. E io me le sarei messe tutte, ma dato che mi vergognavo a chiedere a Serena di provare tutte le giacche da uomo, ho indossato solo un capospalla, un trench in lana.
Ovviamente ho fotografato anche la collezione invernale da donna. Prossimamente su questi schermi.























L'ultima foto è favolosa! Ma come ti dona quel cappotto!
Questa collezione è veramente meravigliosa!
Chissà, prima o poi ce lo faccio un pensierino, portafoglio permettendo!
Grazie per il commento!
Il tuo blog è davvero interessante, ti seguo. Se ti va di ricambiare ti aspetto!
Al prossimo post :)
Giusy
www.cheapandglamour.com
uffa! sempre la stessa roba noiosa maschile e tu ne vai matta! :( sob!
...però potrei trovare uno psicologo che sia bravo a trovarti qualche conflitto paterno irrisolto in modo da farti desistere da questa mania ;)
Beh invece io questo cappotto lo trovo molto femminile! Belle queste giacche, sono di classe!
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Mi piace tantissimo il cappotto che indossi nell'ultima foto!!!
un bacione
G.
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che belle queste giacche ;)
http://thefashiondiet2.blogspot.it/2012/05/casual-navy.html