
“Penso che bisogna essere seri, non che bisogna prendersi troppo sul serio”. E’ che secondo me la gente pensa che Davide Oldani sia uno “troppo serio”, invece è uno troppo preciso, di quella precisione che però poi sbava nei colori, nella creatività più “bipolare”.
Il fatto è che Oldani non è certo una persona “standard”, nel senso che è come se ce la mettesse tutta a metterti in imbarazzo, ma perché è uno che ti guarda negli occhi e che ti dice le cose esattamente come stanno. Io che sono una sua groupie (per la fidanzata di Davide: tranquilla, mi limito solo a seguirlo, ascoltare e assaggiare i suoi piatti) lo so. So che la gente non è abituata ad essere guardata negli occhi e a sentire paioli, ma belli grandi, di schiettezza. Ricordo che quando andai al D’O in veste speciale di food blogger, Davide bello tranquillo ci disse “E’ vietato fare foto”. Allora mi domandai: “Ma se sono una blogger cosa dovrei fare?”. Poi però la sua motivazione fu così plausibile che non solo non feci mezzo scatto, ma mi ersi a paladina della sua causa. “Niente foto, a tavola ci siete voi e i miei piatti, come potreste concentrarvi sul cibo sennò? E cosa puoi dirgli? Nulla.
Stavolta l’ho rincontrato al Fidenza Village per una serata dedicata al food con la sua cucina Pop, che è esattamente la fotocopia, la carta carbone, trasparente o lucida, il calco di come è Davide. Perché Oldani ha iniziato a fare la sua famosa cipolla caramellata con scaglie di tartufo e relative fatture del fornitore da capogiro. Fu da allora che dette vita al suo movimento popolare, che gli facesse proporre dei menù accessibili a tutti con ingredienti semplici ed essenziali (parte razionale) ma che giocassero continuamente con dei sapori apparentemente contrastanti (parte creativa).
Quando intervisto, chiacchiero con le persone mi piace essere risucchiata da loro, tanto che quando finisco l’intervista mi sento come se qualcuno sciogliesse dei nodi immaginari di cui mi si riempirebbe il corpo. E’ una sensazione catartica e bellissima.
Con Davide i nodi s’erano sciolti, solo che poi si sono riannodati dato che m’ha fatto una domanda improvvisa davanti a tutti e io sono solo diventata arancione (monocolor con il vestito).
Dici: “Perché hai intervistato Oldani che è uno chef? Che c’entra con la moda?” Uno. Il blog è il mio e me lo gestisco io. Due. Oldani è uno chef che “prima si veste e poi mangia”. Tre. Vi dirò di più, mi sono fatta fare l’autografo forse nella foto del suo libro meno fashion, ma la più bella e che mi ha fatto sorridere facendomi strizzare gli occhi a cinese: lui con in mano un insegna del Totocalcio. Quattro. Le sezioni del mio blog confinano con la categoria del food & beverage.
Scusate la pappardella, per l’appunto, è che scriverei per altre dodici ore su Oldani, ma aumenterei solo la credenza che i blog con tanta scrittura siano quelli meno letti (è vero e me ne frego).
Cosa cucini a casa?
Faccio al ristorante quello che faccio a casa mia, certo, non la cipolla caramellata.
Ci sono dei piatti che vorresti non mangiare perché sono decorati talmente bene che ti dispiace mangiarli?
La decorazione non fa parte del mondo cucina. La parte estetica per me parte dal colore, che viene dato dalla stagione. Adesso per esempio ci sono il verde e il rosso, con l’autunno ci sono più i colori smorti.
Invitare Davide Oldani a cena non è come invitare la zia Pina. Cosa ti aspetti?
Mi aspetto sì cibo buono, ma soprattutto convivialità, mi interessa la parte umana. Quando vado nei posti o mi invitano a casa non sono uno che rompe le scatole o che pretende, anzi.
Non so cucinare, ma voglio imparare da dove comincio?
Saper cucinare è l’equilibrio dei contrasti, la buona cucina è un mix equilibrato tra dolce e salato. Il dolce e il salato non esistono più.
In realtà per imparare a cucinare non ci sono delle regole precise, tipo prima la pasta, poi il riso, poi i secondi etc. Dipende da cosa si vuole imparare a cucinare.
Il legame tra Fidenza Village e la Cucina Pop.
E’ easy. Il Fidenza Village racchiude quel concetto che ho io di cibo: alta qualità accessibile.
E la moda?
Mi piace molto, prima di mangiare io mi vesto quindi prima viene la moda poi il cibo. Ci sto attento, vedi come mi sono legato le scarpe, molto anni Ottanta…
A proposito e la mattina cosa mangi a colazione?
In realtà poco e sbaglio, spizzico durante la giornata, ma sto comunque attento.
Parole di un uomo sì creativo, ma di marketing
La comunicazione e il mercato sono fondamentali per capire cosa cucinare. Quando ho iniziato cucinavo frattaglie, poi gli usi sono cambiati, le intolleranze sembrano siano aumentate, tutti si sta più attenti, per questo ho inserito più frutta e verdura al mio menù.
La comunicazione e il mercato sono fondamentali per capire cosa cucinare. Quando ho iniziato cucinavo frattaglie, poi gli usi sono cambiati, le intolleranze sembrano siano aumentate, tutti si sta più attenti, per questo ho inserito più frutta e verdura al mio menù.
Amen Davide.
P.s. Caro Oldani, se proprio ti interessa la convivialità, io avrei davvero solo quella da offrirti, insieme alle patate al rosmarino dell'Esselunga. Giuro che non ci aggiungo salsine, solo perché so che non ami i dimuitivi.





















sono un'estimatrice del suo ristorante e della sua cipolla caramellata!!! peccato per l'attesa lunga del D'O' ma ne vale la pena, la sfortuna è che è relativamente vicino a casa mia ma sempre pieno!
Lui è un genio! hai provato il brodo di gallina dentro il bicchiere inventato da lui? senza parlare dei piatti e le forchette! un genio! ora voglio le sue creazioni in cucina assolutamente!!!!
un bacio!
bellissimo post!!!
www.pursesinthekitchen.com
se proprio ha bisogno di convivialità gliela daremo quando vuole, Lui cucina e noi li facciamo compagnia
Parole sante, dovrebbe essere così anche in tutte le altre cose!! ;D
Buona giornata,
Benedetta
www.daddysneatness.blogspot.com