
Storia numero 1: La ragazza che studia lingue e che fa la disegnatrice va a Tokyo a trovare il fidanzato giapponese. Lui è uno che dorme pure in piedi, che fa la fila ai semafori, che spende molto in vestiti; lei è una timida, dolce, con la spilla di Hello Kitty alla giacca, e in paranoia perché deve incontrare i genitori di lui. "Ma a te non piacciono i giapponesi?"
Storia numero 2: La bella signora che ferma una ragazza dai capelli bicolore domandandole insistentemente dove avesse trovato l'impermeabile con i fenicotteri. Lei è una dura, che dopo averle fatto il terzo grado le chiede di tenerle la valigia perché deve andare a comprare i biscotti, per poi scoprire che entrambe sono dirette a Londra per la Fashion Week.
Storia numero 3: L'italiano artistoide che accompagna alla metro la ragazza dai capelli bicolore. Lui è Roberto, di Roma ma ha vissuto molto tempo a Milano, ha lavorato in TV e fa il musicista, lui è uno che ha assistito al finto smarrimento della carta d'identità della ragazza dai capelli bicolore e alla sua conseguente ansia. Le ha appiccicato addosso il buonumore, nonostante lui dovesse andare ad un funerale di una semi- sconosciuta. Lei ultimamente sta conoscendo diversi "Roberti".
Storia numero 4: La signora bionda, dalla carnagione pari al colore del latte scremato Milano e miope della metro che racconta l'escursione termica tra la Londra del Nord e quella del Sud.
Storia numero 5: Il ragazzo grasso di colore che accompagna la ragazza dai capelli bicolore alla giusta metro, regalandole poi un cupcake.
Storia numero 6: Il taxista indiano che ha imparato l'inglese facendo il pizzaiolo da suo fratello e che per mesi ha creduto che una parola significasse caffè invece voleva dire pizza (qui la ragazza dai capelli bicolore ha avuto dei dubbi che la prendesse in giro). Lui è uno che chiacchiera anche con i sassi, allegro e generoso, tanto che la ragazza le ha detto: Hey, uncle, you talk with the rocks, too!) - Sorry? - Niente, valà.
La ragazza dai capelli bicolore sono io, con tutte le storie (e non sono tutte) con le quali è riuscita ad intersecarsi manco tanto matematica/geometrica - mente, quanto piuttosto favolosamente, e se non si dice me ne frego, lo dico io, mi sembra abbastanza. Di sicuro ne manca una, la 7, che è la mia, che è sì la somma delle 6 + 1, ma in realtà quell'1 deriva e percorre tutti gli altri numeri, decretando una fine (non certo drammatica).
Una sub-storia interessante è che io sono quasi astemia e sono planata a London con Baileys. Ecco, il Bailyes è uno di quei drink tipicamente da donna, come tutti i vini dolci, tipo il Brachetto, con cui facilmente alla fine ti ci ritrovi a cantare "La Marianna lava in campagna finché il sole tramonterà", perché è irresistibilmente buono, è come una Coppa del Nonno in forma liquida, una Sacher al bicchiere, un gelato col ghiaccio e senza cono, anzi sarebbe quasi da bere in cono oserei dire, con i due chicchi di caffè che mi garba tanto masticare.
Al ristorante One Aldwych ho scoperto che: 1) l'olio non nell'oliera ma nel piattino da eucarestia non è comodissimo, a meno che non si voglia inzuppare direttamente la pietanza nel condimento 2) il pane con uvetta, noci, semi di zucca è dio, 3) il limone con la garza è una cosa da riproporre, quindi o corro in farmacia a fare la scorta o riduco in brandelli uno dei miei tutù rosa e poi via d'avviluppamento agrume 5) Ci sono piccioni di legno nel menù, 5) Dopo pranzo mi garba abbestia il Baileys con il caffè caldo. La variante proposta dalla mixologist più figa del mondo che pensavo fosse tedesca invece era polacca era con la panna montata e il caffè espresso.
Caos cerebrale: Post-ristorante mi sono chiesta come mai non facciano il Baileys in brick oppure in bottiglietta con cannuccia, dato che per la passeggiatina nei pressi di Piccadilly uno shottino me lo sarei rifatto volentieri. Poi non saresti toga a girare con un liquore pret-à-porter per la City?
Bada bene, s'è drinkato del Baileys con una cremina gelata anche prima della sfilata di Felder Felder, marchio con il quale il brand pannoso ha stretto una partnership. Ma per forza, era abbastanza logico. Oddio, sembra un po' il giochino del "Se fosse": se Felder Felder fosse un animale quale sarebbe? Una pantera. Una macchina? Una jaguar. Un frutto? L'uva. Una bevanda? Il Baileys. Ma perché la donna Felder Felder, compresa quella che ha sfilato a Londra venerdì, è tanto dolce quanto strong, tanto gattina, quanto "non me li far girare sennò so' cazzi tuoi".
Annette e Daniela Felder, loro che hanno un incommensurabile animo rock, mi hanno detto una cosa strepitosa: "Come vedi abbiamo messo in passerella una donna leggiadra, che sembra quasi una farfalla, nello stesso però è anche rock. Per essere così (rock) non c'è bisogno di mettere borchie e pelle ovunque, perché si tratta semplicemente di un'attitude". Così il Baileys, è sì sweet ma è pur sempre un alcolico, quindi attenzione. Entrambe (collezione e bevanda) sono alla portata di tutti, una perché è bella senza eccessi, semplice ma ricca di dettagli, l'altra perché, come detto prima, a chi non piace?
"Ragazze quale dei vostri vestiti mi starebbe meglio (se possibile)?" Il vestito nero con le applicazioni di farfalle. Ok, grazie, peccato che la risposta esatta doveva essere: "Mmm, non saprei", così io non avrei pensato tutta la sera a me con quell'abito-tarlo-nel-cervello. Ma ormai è andata.
Bada bene parte seconda, s'è drinkato Baileys anche alla cena alla Royal Academy, al ristorante temporaneo Pret a Diner, di una figaggine rara, nella cui dispensa evidentemente non esisteva salsa di soia liquida ma semi-solida (ouch). Versione per la cena a base di sushi: Baileys incastrato tra decine di cubetti di ghiaccio in lunghissimi bicchieri. Alcool a secchiate insomma.
Ok, ci sarebbe una storia numero 9, o forse 8, ho perso il conto, quella di me che mi innamoro subito di tutto, che mi incanto in qualsiasi cosa dove non ci sarebbe manco da incantarsi, che non riesco a non essere la camionista che sono, che camminerebbe tutta la vita, ma quella poi è un'altra storia ancora, e poi si fa casino, che tanto già s'è fatto.
Tutte le donne sono un po' come il Baileys, dolci e tenere, ma pure con le palle. Mica come gli uomini.




































































Beh.
Tu con l'abito nero fasciato e il tocco dei sandali colorati, sei splendida.
Poi la foto con la Lady in passeggiata è carinissima.
Ssei in gambra Lucia, davvero.
L.
Bellissimo blog!! E ogni scatto è un opera d'arte!! Mi piace il tuo look e adoro i tuoi occhiali :)
Ora ti seguo.. mi farebbe piacere se ricambiassi.. chissà..
Buon lunedì..
http://elibiostyle.blogspot.it/
Le immagini della sfilata Felder Felder sono da sogno! Tu stavi da dio, come sempre gusto impeccabile!!
Adoro leggere i tuoi articoli!!!
kiss,
Marta
ChicToChic
premesso che leggerti è sempre un piacere grosso grosso...ma che belle 'ste foto! <3 bacioni
Ciao Lucia, ahah sei proprio brava!:) in effetti l'olio nel piattino deve essere parecchio scomodo!:P Adoro il bracchetto e concordo su come l'hai descritto!:) Cmq, tutte belle foto e il tuo look è molto elegante!:) buon lunedì!!:)
Ma come siamo diventate brave a fare le foto in sfilata
Sicuramente hai abbassato l'esposizione, anzi sicuramente adesso la macchinetta ha imparato a mettersi a posto da sola ahahaaha
Cmq le scarpe di Felder + Felder le vogliamo. (Aggiunta in Wishlist)
Mi dispiace che non hanno piu mostrato digital prints come gli altri anni.
Per quanto riguarda questa storia dei Roberti o Roberts ne parliamo in privato.
Ma quanto mi piacciono questi post. Limone+retina=lo devo fare anche io, potremmo mettere insieme i nostri tutù e fare una fabbrica di tutù per limoni!