
Sì, lo so lo so che in certi casi non bisogna dire certe cose. Nel senso che spesso le Maison hanno dei trip tutti loro che si palesano sotto forma di liste nere, una manciata di paroline, nere su bianco, da non dire, di concetti da non passare, o di filosofie da non risuscitare.
Probabilmente questo è il caso in cui non potrei scrivere quello che sto scrivendo perché lui potrebbe essere un valido tassello proibito del little black book della Maison ("Maison" è come dire crema chantilly o vin brulè, o no?), ma nel dubbio lo scrivo. Anche perché è come non assaggiare il gelato all'arancia se sai già che il gelato al cioccolato e basta è il tuo preferito.
Lui era il flacone rosa o fucsia, non ricordo bene la sfumatura, se si parla di cose vecchie si vede sempre tutto più sfumato o comunque ad effetto vintage, quindi non chiarissimo. Lui era il flacone di profumo rosa Soprani (non vorrei sbagliare marca ma io ricordo quella), che mia nonna afferrava dopo aver aperto lo sportellino marrone dell'armadio penso in ciliegio. Lui aveva dentro una pozione capace di rendere ebete qualsiasi persona capitasse ad almeno dieci centimetri di distanza dallo spruzzo, e quindi dal suo collo. Cavolo, come mi servirebbe adesso un'arma del genere. Ecco, lui per me era la dolcezza, la vecchiaia che mi piace immortalare, il meraviglioso sorriso sdentato di un'altra generazione.
Soprani, non Luciano Soprani. Ieri ho assistito al backstage del video Luciano Soprani per la SS 2013 che andrà su Vogue.it il 20 settembre. Di quel profumo gli abiti e il mood avevano la stessa dolcezza, la stessa grinta della nonna che sapeva di guadagnare ogni qual volta che lo indossava, ma un atteggiamento più moderno, a volte azzardato. Che parte dalla gonna lunga in pelle lavorata a laser, abbinata a tacco vertiginoso ma non volgare e ad una camicia semplicissima e bon ton; prosegue con il mix di colori che in teoria non dovrebbero stare insieme ma poi se ne fregano e ci stanno lo stesso, rosso e rosa, e termina con le grafiche nette e decise azzurre e verdi della camicia leggera.
E poi ci sono il rosso e il grigio, le due tonalità con cui ho scelto di dipingere parte di casa mia, perché rappresentano la forza, l'energia che risalta sempre su tutto ciò è cupo, che non è da combattere, anzi bisogna che ci sia un po' di sana "tristezza" altrimenti saremmo tutte galline stupide in un pollaio di deficienti.
Il rosso e il nero. Un po' il video che vedrete si basa su questi colori, nel senso metaforico intendo. C'è lui, Vittorio Petrone, nonché AD del marchio, e le altre, ovvero le modelle che appena lo vedono s'accendono di passione. Lui di nero vestito, tenebroso, loro colorate, vive. Tutto torna.
Fuori di metafora ordino, tipo i nuovi supermercati virtuali nelle metro di Barcellona o di chissà quale città del Giappone, la gonna lunga in pelle, i pantaloni larghi e in seta rossi e rosa, la camicia geometrica... faccio la foto con il telefono, ne deriva un codice che viene spedito alla banca dati di Luciano Soprani e via. Tanto finisce sul mio conto. Io devo solo fare tre foto e manco tirare fuori un centesimo. Nei miei sogni.
Parentesi sdolcinata (quasi). Sono in momenti come questi che capisco che amo tutto ciò che sto facendo, ogni singola cosa, scattare foto pur non essendone stra capace, stare con persone che non ti fanno pensare a ciò che ti vorrebbe affiorare alla mente per masochismo o per motivi per i quali non è il caso discutere (Stefano, Elisabetta, Giuseppe, Andrea, Carlo, Val Moro, Chiara), vedere operatori fighi con gli occhiali a specchio (piacere, Lucia), toccare bellissimi abiti, vedere registi su un'asse da stiro (Stefano Coletti), conoscere PR con cui parlare di tutto (e con "tutto" chi vuol capire capisca), mangiare melanzane alla griglia in un tavolo a mezzo ferro di cavallo come alle Scuole Elementari, vedere cosa viene fuori dal mondo che quel giorno hai deciso essere arancione, realizzare di volere un fidanzato che si chiami come Luciano Soprani perché mi da l'idea di uno figo che lavoro nella finanza, scrivere, scrivere, scrivere.









































in bicocca?? ma che davero?? non c'è posto migliore a Milano??
Foto pazzesche. Te l'ho detto millemila volte: "SEI LA MIGLIORE"
non pensavo che l'avrei mai detto ma vedo in quest collezione un mood più giovane del solito. Il mio look preferito la gonna lunga in pelle e la camicia.
le foto sono strepitoseeeeeeeeeeeeeeeee
Ma che fighe 'ste foto!! A saperlo passavo dalla Bicocca!!! ^_^
kiss,
Marta
ChicToChic
wow deve essere stato bellissimo! e che belle foto!! un bacio!
fantastico post, che bell'esperienza!!
paurosa come sempre
La parentesi sdolcinata mi ci diceva in un pezzo fantastico con foto incredibili... Anche se la passione per quello che fai era già trapelata dalle prime righe! Della serie ... mi avevi già convinto al Sì lo so lo so..che in certi casi non dobbiamo dire certe cose... baci