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Ma Chi Sono Io?
Posted by Lucia Del Pasqua - - 3 comments

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E' incredibile la sensazione di pensare a ieri, di cercare di ricordare cosa ho fatto e non riuscire a farmi venire in mente nulla, a parte quelle sfilate e presentazioni. Eppure era solo ieri. Sono come i vecchi che si ricordano di quando facevano chilometri in bicicletta per andare al campo milioni di anni fa e non di cosa hanno mangiato per colazione il giorno stesso. 
In questi giorni è come se quel calendario bianco scarabocchiato di penna blu e pennarello arancione  ingabbiato nella sua apposita plastichina scandisse le mie giornate, il resto è secondario, anche perché non me lo ricordo (a parte mangiare e dormire qualche ora).
Bè, ho scoperto una nuova droga (buona), che ti stordisce e ti fa passare i pensieri, dicesi Settimana della Moda. Attenzione però: funziona solo in soggetti già storditi o predisposti a stordimento, prendete come metro di paragone me.
Primo esempio: Ah, mi sa ho sbagliato ingresso, qui ci sarà un tè riservato a pochi eletti, direttori e friends. Provo di là. Aspetta, anche qua ci sono tavoli, ma da dove si entra? Terzo e ultimo ingresso. Sarà questo, per forza. Scusate, per un attimo avevo fatto l'errore di non calcolare si trattasse di quel genio di Antonio Marras. E' incredibile: oltrepassi la soglia della strada per entrare nel suo concept store "Nonostante Marras" e già è come se una tailandese ti avesse fatto nove minuti di massaggio rilassante, ti siedi su una sua poltrona verde-nonnino e il cervello ti si lava con Ava in tre secondi, entri alla sua sfilata, con torte glassate e cameriere con il centrino bianco in testa e ti chiedi prima dove sia il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, e dopo se sei davvero ad una sfilata durante la settimana in cui la gente muore d'ansia. E il catwalk c'è stato, ed è stato un capolavoro per i soliti motivi: la ricerca evidente dei tagli e dei tessuti, di una femminilità totalmente diversa da quella anelata dai colleghi stilisti e gli accostamenti di colori delicatissimi a fantasie militari. Tutto ciò sullo sfondo di un tea-relaxing-party con piatti e posate che sembravano giocattoli. (Alla fine io il Cappellaio Matto l'ho visto, e mi ha anche detto che non c'era posto, infatti mi ha messo standing).
Bè, in un certo senso anche Ter et Bantine mi ha riportato ai tempi di Alice nel Paese delle Meraviglie, perché erano i tempi in cui la pancia me la scoprivo senza troppi problemi e con serenità. Tanti ombelichi e giacchine corte, che checche ne dica la gente, a me sono piaciute molto. La pulizia, la semplicità, quelle geometrie lineari spaccate ogni tanto da gale e rouches come quando il mare si arrabbia e va a sbattere contro gli scogli, le ho trovate nette ed eleganti. Bellissimi i completi a righe leggerissimi o quelli stampati con giacca a uovo più pesanti. Meno bella la magrezza decisamente eccessiva delle modelle. Noi donne non siamo bambine.
Pulizia e geometria anche per Angelos Bratis, al cui cocktail come da lui promesso qualche giorno prima c'era vino a volontà. Posto il fatto che la mia attenzione si è dapprima catalizzata sulla modella vestita in rosso, sia per la sua bellezza che per quella dell'abito, tutti i capi del designer greco sono attraversati da uno studio evidente dell'architettura, visibile nei tagli netti e decisi, fluidi o fascianti che percorrono la silhouette. Una sola parola: leggerezza.
Emiliano Rinaldi è incredibile, ogni volta indovina cosa mi potrebbe piacere. Tipo il giorno prima avevo addosso una vestaglia (per me è una fissa), salgo al terzo piano, Suite 335 dell'Hotel Baglioni e vedo tutti in vestaglia. Ma allora ditelo. Il bello di Emiliano è che lui non si limita mai a semplici presentazioni, c'è sempre una storia, una scena di un film. Dopo il barbiere del Pitti, c'è lui che si rilassa e che strimpella alla sua lei qualche canzonicina, in un'atmosfera di totale relax. E c'è sempre qualche cosa che ricorda "il nonno", c'è sempre qualche cosa che deriva dal passato più elegante, da quello che ci sarà sempre e che ci deve essere. 
Una parola sui modelli: a parte la ragazza sul letto che è di una bellezza che dici "No, vabè", gli altri sono tutti belli, ma di una bellezza normale, particolare. Vedi il ragazzo con i baffi e la camicia verde (ma il suo numero? Grazie)  o anche quello con la barba. Dicesi tipi, particolari, non belloni anoressici o con il vuoto negli occhi. Bravo Emiliano, prenoto il completo a fiori, e anche una vestaglina rossa.
Dulcis in fundo i miei ragazzi di CO|TE. Se parlo di loro scado sempre nella monotonia e nel banale, ma a me piacciono proprio. I loro capi sono divertenti, colorati e puliti nelle linee, composti e studiati sempre a tavolino. E' come se, in ciascun capo, ci fosse sempre una sorta di duello, tra il rigore delle silhouette, dei colletti abbottonati, e la creatività dei fucsia, delle stampe-robot che vogliono uscire allo scoperto, e alla fine ce la fanno. Ma ce la fa anche la Geometria. 1-1, palla al centro.
Se vi domandate perché parlo positivamente quasi di tutto, la mia risposta è facile: perché vado a vedere   quasi solo chi mi interessa e mi piace. Questa è la forza le blog, essere liberi. 
Abito vintage
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3 Comments.

  1. klisabel says:

    Fantastica la sfilata di Marras, dagli abiti alla scenografia. Ma ancora più bello il tuo abito vintage...Ero curiosa di vedere la giacca a cui l'hai abbinato, ma dal risvolto a fiori delle maniche -che si intravede appena- direi che l'outfit è originale e delizioso, come sempre.

  2. Ilenia C. says:

    Questo post me lo sono proprio goduto, mi sembrava di essere lì , stupendo il tuo vintage e le scarpe :-), passa a trovarci www.pescaralovesfashion.com

  3. uno dei post migliori che ho letto finora su questa MFW !! ottime recensioni, chiare dettagliate, sembrava di esser lì con te! grazie!
    poi leggerti è sempre un piacere!

    baci
    www.pursesinthekitchen.com

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