
Doveva andare così: ma sì, punti la sveglia tre ore prima perché devi lavoricchiare (ogni tanto, sai com'è), farti la doccia, lasciare la casa decente perché se rientri e quando rientri farai il quintuplo del casino rispetto allo stato attuale delle cose, fare colazione e uscire con il tuo outfit da fescion blogger.
Invece è andata così: punti la sveglia tre ore prima perché devi lavoricchiare, la senti, ti alzi e piove. Cioè, piove. I pantaloni in seta bianchi del pigiama con sopra la maglia leggera leggera non vanno più bene. Ti fai la doccia sdrusciandoti la testa con lo shampoo come se tu te la strofinassi più forte ti dovrebbe balenare nel cervello più facilmente una soluzione immediata di cambio di look improvviso. Ma niente. Sbudelli l'armadio, dopo decine e decine di scannamenti trovi lui, l'abitino di Lazzari Store, che dato che è in lana è perfetto per la giornata. Fai colazione, lasci il caos per niente calmo in casa ed esci senza ombrello con il tuo outfit da fescion blogger.
Non è un dettaglio l'aver incontrato tale Ulisse sotto casa, che vedendomi senza ombrello e con una plastichina con dentro il programma dela Fashion Week sulla testa, mi ha offerto un passaggio sotto l'ombrello fino alla metro gialla. Ulisse è italiano ma è andato a vivere in Brasile, dove c'è calore e c'è violenza, dove c'è futuro e non ci son macchine che se ti vedono vicino ad una pozzanghera accelerano. Bastardi. Mi ha messo il buonumore.
Per andare da Elena Mirò mi stavo dirigendo in Porta Romana. Boh. Meno male mi ha chiamata la Mari per sottolineare quanto io sia rincretinita. Scampata per metà la pioggia grazie ad Ulisse, mi sono rifugiata dapprima nella scatola di dolcetti della Mirò, il gift più azzeccato del secolo. Pacchetti e pacchettini a parte, in realtà non ho visto proprio la sfilata di Elena Mirò quanto di For.Me di Elena Mirò, un nuovo progetto dedicato alle donne che vestono la 44-46 e 48 che nasce dallo studio millimetrico di ognuna di queste taglie, esaltando attraverso tagli e proporzioni girovita, fianchi e décolleté. Ok, fine comunicato stampa. Fuori dai luoghi comuni del "curvy è bello" e di chi era lì solo per una filosofia a cui manco crede ma che fa finta di, le modelle erano delle gran fighe e i vestiti, tranne le tute, stavano loro da dio. Se sei una 46 la vita deve essere alta, il seno deve essere messo in evidenza, devi svettare sui tacchi, devi "prolungare" le tue forme nelle gale degli abiti o nelle forme a cuore dei bustini. E' un sì, totale.
Le gale ci sono state anche da Gucci, in traverso, a circumnavigare pezzi di schiena, a cingere le maniche, insomma, un po' in ogni dove, e anche Gucci è stato un sì totale, lo premetto.
Devo dire che mi ha colpito con una freccia ricoperta di miele al cuore perché la collezione pullula di completi chicchissimi e in tessuti leggerissimi e stra-colorati, sia con camicione tenute morbide che strizzate in vita. E allora Frida dimmelo che lo sapevi. E che sapevi anche che io in realtà non ho un colore preferito, ma basta che sia acceso e strong, e io sono una bambina felice. Una menzione d'onore agli abiti bianchi con i maxi accessori, collane ed orecchini, giusto perché la cosa va evidenziata.
Colori anche per Chicca Lualdi Bee Queen, che continua a convincermi sempre più. Interessante la maxi tuta blu elettrica, i camicioni e gli abiti con il colletto totalmente abbottonato, interessante il concetto di silhouette che deve essere libera (e felice), per uno stato di femminilità non urlata ai quattro venti, ma più composta, alle volte infantile.
A proposito di maxi pantaloni, li ho visti anche da The Wandering Collective, in nero e in bianco. Altro che femme fatale, qui signore mie si ha voglia di tornare alla normalità, a metterci addosso delle cose che vanno bene più o meno a tutte quelle che hanno una taglia normale. Ci siamo, come dire, stufate, di vedere quelle fighe con addosso quella cosa che ci piace e noi... no, tanto ci sta male. Gale anche qui, molta cura ai dettagli, dalle rifiniture delle camicie ai tagli, fino alla scelta di materiali leggeri e, come li chiamo io "fortemente soggetti alle condizioni climatiche più ventose".
Da Simonetta Ravizza non ero in una posizione comodissima, diciamo che vedevo bene la Santanchè in prima fila e poco più, quindi oltre al backstage mi sono documentata sul Santo Internet. Allora, dico subito che a me piacciono le righe orizzontali, che come già affermato sopra sono fan dei completi, dei colori e delle maxi camicie. Quindi il mio giudizio viene da sè. Non per l'intera collezione, ma per i pezzi in questione.
E poi c'è Elena Ghisellini, che si è inventata una borsa con una mascherina in pelle incorporata, da staccare e attaccare all'occorrenza. Poi quale sia l'"occorrenza" lo sapete voi. Io so di certo che uno dei modelli è in vendita esclusiva da Verger, in via Varese 1 a Milano, fino alla fine della Fashion Week, so anche che ciascuna borsa ha un nome (oddio Elena Ghisellini è me allora) e che io adesso sto scrivendo al Mac con quella maschera addosso.
Oggi faccio solo sviolinate, e finisco con la più sviolinata delle sviolinate con Aiguille Noire (un nome più facile???) by CO|TE. Per me il fatto che lo zaino sia sdoganato ad oggetto che serve non solo per infilarci dentro il diario di Lupo Alberto, ma magari anche un borsello e le chiavi di casa, o che sopra un vestito ci possa essere messo un maglioncino corto mi esalta, e non poco. Poi anche i due designer di CO|TE hanno fatto cozzare colori e colori, messo in testa cappellini (ne stavo per comprare uno con scritto "tanta roba"), e addosso delle camicie di pelle leggerissima. Geni. Basta, mi fermo, che a forza di essere troppo buona mi faccio venire fame. Non so se ci sia un nesso, ma ho fame adesso, ci sono i dolcetti di Elena Mirò, alè.


































































































Che bella recensione con delle vere opinioni sulle collezioni.
Quell'abito Lazzaro è così bello!!!!
Adoro questo abito e adoro sempre i tuoi calzini.... ma che te lo dico a fa!!!
Il post è davvero bello ^^ finalmente foto e testo interessanti ( non è una cosa che capita spesso eh... )
Ma la mia attenzione è stata catturata dall'abito di Lazzari...ti sta una meraviglia!
Posso chiederti che taglia hai preso?
Baci :*
Il post è davvero bello ^^ finalmente foto e testo interessanti ( non è una cosa che capita spesso eh... )
Ma la mia attenzione è stata catturata dall'abito di Lazzari...ti sta una meraviglia!
Posso chiederti che taglia hai preso?
Baci :*
Aiguille Noir by CO|TE <3!! Elena Ghiselini vince con quelle borse fantastiche!!
Il tuo look mi piace moltissimo, so che mi ripeto, ma stai da dio!!
E' bello leggere i tuoi resoconti delle sfilate, diversi da tutti gli altri e sempre molto sinceri! Evvviva!!
kiss,
Marta
Finalmente un post sulla fashion week che merita di essere letto! Ho visto veramente la sagra della banalità in giro! E poi il tuo outfit lo sto adorando...cavolo mi piace da impazzire!!!!!!!!!!!
Ciao Lucia, che bel post, complimenti:) molto carino il tuo look, mi piacciono tanto i tuoi capelli:) Un bacio!
che chic che sei :p
Guardando i tuoi outfits sto iniziando a rivedere la mia posizione sul calzino coi tacchi. Ieri sono passata da Calzedonia, ma niente... L'accostamento "alla fashionpolitan" ancora non mi riesce, mi devo applicare, mi sa!
thebrunette io ho preso una 42 ;)
grazie a tutte!
Anche a me Gucci è piaciuta davvero tanto (e non sono una gran fan della Frida di solito)!
Splendida Aiguille Noir <3 e sì a qualcosina della Ravizza.
Mi è piaciuto tanto anche dell'Acqua!
Oggi ok a Max Mara e sto aspettando la mia Miuccia!
Bacio Lucy, sei una grande ;-)