
Io dico che no. Ora voi ditemi che uomini sono quelli che disdegnano i papillon come se fossero dei ridicoli fiocchi di grembiulini da scuole elementari, che considerano le bretelle roba da campagnoli e che vedono nella cravatta un cappio al collo, che appena possono fanno quella mossa lì, che al limite solo una donna può fare, ovvero quella di allentare il nodo con la mano destra per poi tirare il canonico, l’iconico, il solito respiro di sollievo.
Manco fosse ghigliottina. Alla Robespierre ormai c’è solo il manzo. Ecco, io dico che questi non sono uomini. Ci vuole l’uomo-maglietta che più sporca è, meglio è, e ci vuole l’uomo-camicia con tutti i suoi “accessori”. Solo che l’uno non deve escludere l’altro, come si suole credere. Sono tutti bipolari, non possono esserlo anche gli uomini-maglietta e camicia o viceversa? E poi non è detto che chi guardi Raiuno non debba dare una sbirciatina a canale Cinque, o che chi ha iPhone non possa utilizzare anche Android.
Quel che è sicuro è che sono bandite le cravatte-tovaglia-da-pic-nic, blu e rosa a righe diagonali, blu e rosse sempre a righe e sempre diagonali, delle lenzuola da attaccare al collo e farle penzolare a destra e a sinistra.
Quel che è sicuro è che ci sono dei casi in cui, a prescindere dal brand e dalla ventata che t’assale i capelli senza però spettinarti il ciuffo quando ne senti il nome, dici “basta”. Basta la cravatta. Basta sono geniali. Basta l’ironia. Basta e basta. Se vedi le cravatte di Hermès, quelle otto sotto al tetto di Palazzo Morando, otto e non e mezzo, dici questo, per forza.
8Ties è un progetto di video art in mostra a Milano dal 17 al 28 ottobre 2012, grazie al quale il digital artist Miguel Chevalier ha stampato nella tradizione, impresso nel gusto classico di Hermès una scarica digitale mai vista prima, cavi elettrici su tessuto, numeri su seta.
L’artista ha incorporato al suo universo virtuale e poetico i disegni di otto cravatte Hermès, per presentare in modo insolito la nuova collezione in Heavy Twill. Ci sono la cravatta con i tasti, quella con il sistema binario, quella con i simboli del recycle…. una figata dai, anche se con un marchio come Hermès non si dovrebbe dire. Ma l’ho detto.
Accanto alle cravatte “fisiche” con i disegnini digitali, un’istallazione interattiva di realtà virtuale ispirata dall’opera di Chevalier “Binary Wave” e un libro virtuale interattivo ripreso dal suo “Herbarius 2059”. In parole povere, se un omino passa davanti al maxi schermo, questo si modifica e si plasma a seconda dei suoi gesti. Si capisce tutto meglio vero con il linguaggio spiccio, no?
Adesso mi serve solo un fidanzato per avere la scusa di regalargli la cravatta gialla con i tasti. Se me la regalo io paio matta. Ma alla fine che me ne frega. Sono andata al cocktail Hermès con la busta di Zara...

























Che onore stare su fashionpolitan <3
Come sempre centri sempre il segno. Bravissima!
....sii meglio quella con i tasti, perchè quella con il recycle potrebbe essere fraintesa....bella borsa e bellissimo trench!!
Ciao Sonia.
Ciao Lucia! Mi hai fatto molto sorridere quando hai scritto della busta di Zara e dopo aver visto la foto!:D Cmq queste cravatte sono particolarissime, mi piacciono! Anche il tuo look, molto carini gli stivaletti!:) Un bacio!
Avevo sentito parlare delle cravatte di Hermès, sono davvero un'idea originale! Spero di riuscire ad andare a vedere la mostra!
Tu eri très chic, anche con la busta di Zara!
Bacio,
Marta